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Culturability

La responsabilità della cultura per una società sostenibile

Come in molti altri settori della vita sociale, anche nella Cultura il ruolo dell’intervento pubblico, a tutti i livelli e da parte di tutti i soggetti istituzionali, è essenziale e insostituibile. Al contempo, appare fondamentale l’impegno della società civile nelle sue diverse espressioni organizzate, compreso il mondo economico e imprenditoriale, in una logica integrativa e sussidiaria, al fine di promuovere una più ampia diffusione della cultura e della conoscenza.  Da questo punto di vista, la cultura si configura quale nuovo ambito da inserire –  accanto a quelli economico, sociale e ambientale – tra gli obiettivi della sostenibilità, ampliando così ulteriormente il significato di Responsabilità d’Impresa.

È sulla base di questa consapevolezza che la Fondazione Unipolis, in coerenza con la propria missione, ci ha chiamato alla realizzazione di una piattaforma tecnologica (Culturability) che fosse allo stesso tempo luogo di approfondimento e di confronto, ma anche e soprattutto uno strumento attivo per promuovere nella società iniziative culturali che abbiano come obiettivo la crescita sociale e civile delle comunità, nell’ottica della sostenibilità e utilizzando il concetto di capacitazione dell’individuo (riprendendo un’elaborazione di Amartya Sen).
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Percorsi Emotivi

per una mappatura emotiva della città di Bologna

Il geoblog “Percorsi-emotivi“, nasce a partire dalle riflessioni e dalle proposte elaborate dal Laboratorio Mappe Urbane, all’epoca gruppo di ricerca attivo all’interno della Fondazione Istituto Gramsci Emila-Romagna, oggi associazione culturale dotata di maggiore autonomia .
Il progetto di ricerca dell’associazione sulle nuove geografie urbane, intendeva realizzare un’analisi qualitativa della percezione della città di Bologna da parte dei suoi abitanti.
Nella gran parte dei casi infatti, quando si vuole sondare il rapporto tra gli abitanti e la propria città (o nazione o territorio), spiccano per numero le ricerche di tipo quantitativo, di tipo statistico cioè, dove molto spesso fra le tante domande che compongono il questionario la variabile da misurare alla fine è una sola (ad esempio “la sicurezza”; o ancora “la fiducia” etc. etc.).
In questo caso specifico invece, quel che si voleva ottenere attraverso il progetto di ricerca, era un’analisi delle percezioni, dei vissuti, delle emozioni, che i vari e molti luoghi di una città suscitano in chi li percorre.
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